Xylella, la mia lettera al Ministro Martina

Sono tornato a scrivere al Ministro Maurizio Martina sulla vicenda legata al fenomeno Xylella, prospettando un tavolo di concertazione e un percorso legislativo pe tradurre in fatti le richieste di aiuto e ristoro che vengono dagli agricoltori e dai produttori danneggiati e per mettere in campo una iniziativa forte nelle zone colpite con l'obiettivo di ostacolare il pericoloso avanzamento del patogeno e cambiare il destino di un territorio martoriato.

Di seguito il testo integrale della lettera.
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Gentile Ministro,

torno a scriverTi per condividere con Te alcune riflessioni, a fronte della condizione, che ben conosci, in cui versano parte rilevante del nostro patrimonio olivicolo e i produttori del settore e per cercare strumenti efficaci di contenimento della minaccia costituita dal diffondersi della Xylella Fastidiosa.

L’obiettivo comune resta quello di modellare una soluzione rispetto alla richiesta di aiuto e ristoro che viene dagli agricoltori e dai produttori danneggiati dal batterio e mettere in campo una iniziativa forte nelle zone colpite per ostacolare il pericoloso avanzamento del patogeno, senza trascurare la prospettiva più ambiziosa, di lungo respiro, che è quella di immaginare e costruire insieme la Puglia dell’Agroalimentare di domani.   

Credo sia, dunque, utile un tavolo di raccordo per definire una nuova strategia, condivisa e concordata con il territorio, che sia anche in grado di valutare l’opportunità e la fattibilità di interventi di riconversione produttiva da affiancare alla già prevista attività di reimpianto di specie di ulivo resistenti e tolleranti, la cui autorizzazione dovrebbe arrivare a breve da Bruxelles. Reimpiantare specie resistenti di ulivo restituisce speranze agli olivicoltori, è un tentativo necessario di cui, però, non possiamo conoscere con certezza l’esito futuro. Ecco perché, parallelamente a questa iniziativa, dobbiamo sviluppare una strategia nazionale organica, supportata sul piano scientifico, che affianchi alle azioni di eradicazione del batterio, di contenimento e monitoraggio della malattia, quelle di riconversione e rilancio dell'agricoltura nelle aree colpite.

All’interno di questo percorso, ricade anche la possibilità di redistribuire parte delle quote dell’1% (pari a 6.500 ettari) della superficie vitata nazionale per aiutare le zone colpite da Xylella. Si potrebbe agire attraverso due direttrici: la prima a livello locale. Mi farei personalmente promotore di precisa istanza alla Regione Puglia affinché provveda a bilanciare, a favore dell’area salentina, le quote del plafond di autorizzazioni a sua disposizione (800 ettari) e sulle quali può fare leva. Una scelta, questa, che lo scorso anno purtroppo non è stata effettuata. Se operata, di concerto con il Mipaaf, entro gennaio 2018, potrebbe portare benefici già dal prossimo anno. Per farlo, è sufficiente un semplice provvedimento amministrativo. La seconda, a livello nazionale: attraverso un’iniziativa legislativa, di cui potresti farTi promotore, sulla necessità di operare sulle autorizzazioni di quell’1% una pre-deduzione di una quota da destinare alla Puglia. La legge di bilancio, in questo caso, rappresenterebbe una occasione preziosa che si presenta in tempi rapidi per sviluppare un intervento normativo. Certo, parliamo solo di alcune decine di ettari in più ma è pur sempre un altro passo in avanti per un territorio in difficoltà.   

Credo che tale iniziativa, oltre a dimostrare la solidarietà del Ministero e delle altre regioni nei confronti degli agricoltori pugliesi di quelle aree, sarebbe utile ad incentivare l’attuazione degli interventi di eradicazione previsti dal piano di contrasto alla xylella, voluti fortemente anche dall’Ue, e a favorire la riconversione delle aree infette.

In un impianto normativo naturalmente tutto da costruire a livello tecnico, si potrebbe prevedere di dare priorità, per esempio, alla zona cuscinetto per poi interessare gradualmente le aree infette. Una sorta di premialità in funzione dell’attuazione delle misure di contrasto. Sarebbe una misura che potrebbe affiancare quella del reimpianto, non appena quest’ultima verrà autorizzata dalla UE.  

Conosco e condivido le iniziative da Te già assunte in sede di bilancio sul difficile tema della Xylella che potranno avere il mio appoggio nell'iter parlamentare. So che si può fare di più e spero che in questa prospettiva Tu possa condividere la mia proposta sulla quale hai la mia disponibilità a discutere ed approfondire, se e quando lo riterrai.

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Xylella, focus torni su contenimento

Condivido, di seguito, la mia lettera inviata a Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali ma aperta a tutto il mondo politico.

Gentile Ministro, Caro Maurizio,

torno a scriverTi, dopo aver appreso la notizia di nuovi focolai di Xylella Fastidiosa nella zona del brindisino, precisamente a Ceglie Messapica (in zona di contenimento), Cisternino e Ostuni (in zona cuscinetto), episodio che desta non poche preoccupazioni su un significativo nuovo avanzamento del batterio in altre aree della Puglia.

Voglio condividere con Te, che dall'inizio hai seguito con attenzione l'evoluzione del fenomeno, e anche con il resto del mondo politico, quella che reputo essere ormai la necessità di ribadire una consapevolezza: la Xylella non è la fantasia di qualcuno, né una suggestione. La Xylella è un fatto vero, accertato, che sta continuando, purtroppo, a procurare danni al patrimonio olivicolo, alle nostre produzioni salentine e a minacciare nuove zone della puglia e del paese.

Quello che mi permetto, pertanto, di tornare a rivolgerTi è l'invito ad uno sforzo collettivo: occorre, prima di ogni altra cosa, lavorare per superare la fase della ricerca affannosa dei colpevoli e smetterla di inseguire, e assecondare, i populisti e le più disparate tesi complottistiche. Bisogna superare le incertezze che, purtroppo, hanno sin qui caratterizzato l'azione degli organismi preposti alla gestione di questa drammatica vicenda.

La politica ha una grande responsabilità e siamo chiamati, tutti, a farcene carico. Dobbiamo dimostrare maturità e capacità di evitare che una discussione tecnico-scientifica, come quella sull'avanzamento di un patogeno, si trasformi in un tema strumentale a interessi di parte, come fino ad oggi in massima parte è accaduto.

È tempo che la politica smetta di introdursi nella valutazione dei risultati scientifici e che, quindi, torni nelle mani della relativa comunità.

Detto in modo ancora più chiaro: noi non siamo "deputati" ad individuare la cura del batterio. Questo spetta chiaramente alla scienza.

Semmai siamo chiamati a trovare, da una parte, una soluzione ai problemi che il batterio sta procurando agli agricoltori ed ai vivaisti di quei territori, oltre che complessivamente al patrimonio ambientale e paesaggistico, recuperando le risorse necessarie a fronteggiare un fenomeno che rischia di diventare irreversibile anche da un punto di vista sociale. E, dall'altra, a fornire adeguate risorse alla comunità scientifica affinchè possa trovare una cura a questo patogeno.

Solo in tal modo la politica contribuirebbe a restituire credibilità alla scienza, colpita, nel caso, dal diffondersi di teorie antiscientifiche infondate e da qualche scelta amministrativa distratta.

Non possiamo più permettere che l'oggetto delle nostre discussioni continui ad essere esclusivamente l'autorizzazione al reimpianto o il divieto di espianto degli ulivi monumentali. Battaglie legittime - per carità - ma che di fatto hanno finito per saturare il campo dell'effettiva battaglia per fermare l'avanzamento del batterio che, nel frattempo, ha ampiamente valicato i confini originari.

Il governo si faccia carico, quindi, della necessità di riportare la discussione sugli interventi da operare per evitare il dilagare del fenomeno, sulle attività di monitoraggio e contenimento; focus che sono stati letteralmente messi da parte dal momento in cui si è deciso di abbandonare il piano Silletti, elaborato - è bene ricordare - con il supporto della scienza nella piena osservanza delle norme comunitarie e nazionali che regolano la complessa materia delle fitopatie.

Occorre lavorare tutti insieme ad una azione collettiva che ha certamente bisogno di risorse adeguate ma anche di una nuova consapevolezza e di un coinvolgimento dell'intera comunità perché il ruolo di chi rappresenta le istanze dei cittadini non può certamente essere quello di dividere in fazioni la popolazione.

Sono fiducioso che Tu voglia condividere queste mie riflessioni facendoTi promotore di un nuovo approccio, magari avviando da subito un tavolo di raccordo tra Ministero, Regione e deputazione parlamentare pugliese per condividere un percorso comune e strutturato. Personalmente, come credo tutta la deputazione pugliese, sarò al Tuo fianco. 

Cordiali saluti.

Dario Stefàno

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Xylella, protesta olivicoltori è sacrosanta

Il problema Xylella, oggi, è più grosso di ieri. Non meno grosso.

La protesta degli olivicoltori, impegnati oggi nella manifestazione, è sacrosanta e le preoccupazioni dei vivaisti sono più che legittime.

Il comparto è al collasso ed è necessario, non più rinviabile, che chi ha responsabilità di governo nei territori compia scelte coraggiose e concrete. In sintonia con le tesi scientifiche e con la ricerca, in collaborazione con il governo centrale e la Ue.

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Su tribunali per minori pit stop utile

Lo stralcio, di fatto e netto, del dispositivo che prevedeva l'abolizione dei Tribunali per i Minorenni, dal complesso della riforma della Giustizia Civile all'esame del Senato, non può che essere una buona notizia. Si apre adesso una nuova fase in cui le posizioni potranno essere sicuramente più concilianti, essendo stato recuperato, in tal modo, un campo di confronto più ampio relativo all'utilità e alla necessità di tali organismi. Sarà un utile pit stop per ragionare approfonditamente e rendere più efficiente questo ramo della giustizia che è bene ricordare interessa dei destinatari particolari come i minori.

Anche in Puglia abbiamo cercato, con varie iniziative nei mesi passati, di aprire una discussione e un confronto tra i diversi attori per puntare i riflettori su un tema delicato e complesso, al fine di evitare un intervento affrettato, e non totalmente condiviso, che rischiava di compromettere i diritti dei ragazzi e il lavoro finora compiuto.

Ora si riprenda dalle cose buone fatte e dalla più volte dichiarata disponibilità di tutti i soggetti interessati a contribuire fattivamente in un percorso di riforma in linea con l'esigenza prioritaria che resta la tutela del minore.

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Garantire trasporti da Lecce per Otranto e Gallipoli

Ho scritto una interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio. Il diritto alla mobilità è garantito costituzionalmente: non deve essere un privilegio per pochi, o peggio ancora, un miraggio per chi, ad esempio, risiede o vuole raggiungere il basso Salento. È necessario che il Ministro Delrio si attivi in iniziative necessarie a garantire collegamenti e trasporti da Lecce verso Gallipoli e Otranto.

Lo scorso anno, in ragione di numerose proteste le Ferrovie del Sud Est, dopo ben 19 anni, avevano provveduto a ripristinare i collegamenti ferroviari della domenica sulla tratta Lecce-Otranto e su quella Lecce-Gallipoli nel periodo estivo. Rappresentava una risposta, seppur nella forma del minimo sindacale, ad una esigenza di mobilità che diventa più impellente durante la stagione turistica e nei giorni festivi.

Oggi, con cadenza ormai quasi giornaliera, i social network, e conseguentemente i quotidiani locali e nazionali, sono tornati a riferire di vere e proprie odissee vissute dai turisti che, una volta sbarcati all'aeroporto di Brindisi, si trovano costretti a viaggiare o stipati in carrozze vetuste, prive di aria condizionata, o addirittura, la domenica, a percorrere il tratto verso le località del Basso Salento esclusivamente con mezzi su gomma, senza alcuna comodità, e al limite dei livelli di sicurezza.

A fronte di un turismo in crescita, Ferrovie Sud Est continua a fornire un servizio non solo inadeguato e largamente al di sotto degli standard ma, addirittura, in casi come quello qui denunciato, nei fatti inesistente. Occorre che il governo si attivi per cercare, davvero e finalmente, una soluzione immediata e credibile.

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Centrosinistra: modello Puglia è riferimento

Quando il centrosinistra si presenta con un progetto credibile, capace di generare una proposta di governo forte, ambiziosa e alternativa, quando individua protagonismi e leadership coerenti ai suoi valori, riesce sempre ad affermarsi. Anche nelle competizioni più impegnative, disinnescando il rischio che destre e populismi prevalgano. È successo a Lecce, roccaforte storica dei conservatori, ma è successo anche a Taranto ed a Molfetta o a Monte Sant'Angelo in provincia di Foggia. In Puglia, quindi, si sperimentano ancora una volta con successo progetti politici di governo locale verso il quale guardare con molta attenzione anche per la definizione di un percorso di unità a livello nazionale del centro sinistra.
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Anticipare Tavolo Tecnomessapia

Il mio intervento in Aula al Senato sulla crisi occupazionale di Tecnomessapia, nel brindisino.

Signora Presidente,
mi faccio, in quest'Aula questa sera, portatore delle istanze e delle preoccupazioni dei dipendenti - e delle loro famiglie - dell'azienda Tecnomessapia, un vero e proprio fiore all'occhiello della Puglia, e non solo, che negli anni ha raggiunto traguardi importantissimi nell'ambito della qualità produttiva del settore aeronautico. Dal 2012 Tecnomessapia ha aumentato la sua forza lavoro, passando da 80 a più di 400 dipendenti, lavorando in appalto per società controllate da Finmeccanica. Quest'ultima, nel 2015, per un processo di internalizzazione, ha proceduto a fare un vero e proprio travaso di competenze presso altri stabilimenti, avvalendosi del personale di Tecnomessapia che di fatto ha proceduto a trasferire il proprio know how specifico ad operatori di altre aziende.

Una volta completato l'affiancamento, però, il personale Tecnomessapia è stato dichiarato in esubero.

Il 30 giugno prossimo si procederà al licenziamento degli ultimi 175 dipendenti. Licenziamenti, questi, che seguono una dismissione di personale che ha già superato le 400 unità, contrariamente però alla mole lavorativa della società, che invece risulta essere in aumento.

Chiedo quindi, attraverso di lei, signora Presidente, che il ministro De Vincenti, d'intesa con il Ministro dello sviluppo economico, provveda ad anticipare la data, prevista per metà luglio, di convocazione del tavolo sulla crisi occupazionale, che insiste in modo molto preoccupante sul tessuto economico e sociale di Brindisi e della Puglia e, possibilmente, a rispondere anche all'atto di sindacato ispettivo 3-03209 del 12 ottobre 2016, nel quale riferivo della crisi che oggi tocca picchi ancora più gravi e acuti.

Solo attraverso una sinergia tra Regione e Governo nazionale si potrà infatti disinnescare il rischio ormai concreto di un vero e proprio shock occupazionale per il territorio brindisino, dove gli indici socioeconomici sono già attestati su livelli di grande preoccupazione.

Mi sia inoltre consentita un'ulteriore precisazione. Spetta in primis al Governo garantire interventi urgenti e coraggiosi per contrastare la crisi occupazionale in atto in molti territori. Un principio la cui cogenza deve valere in modo ancora più stringente quando l'azienda in oggetto è di proprietà del Governo stesso, ovvero del Ministero dell'economia e delle finanze.

::: Qui link al video -> https://youtu.be/-m_14Obq9hk

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